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giovedì 29 marzo 2007

Eurispes

Ehi siamo penultimi in Europa nel livello reale degli stipendi dei lavoratori dipendenti!

Ma va?!

scarica il rapporto Eurispes

Livello del salario netto annuo del lavoratore dipendente, senza carichi di famiglia nel 2004, nel 2005 e 2006 (in euro a parità di potere d’acquisto)

Paesi

2004

2005

2006

Crescita percentuali dal 2004 al 2006

Gran Bretagna

21.015

25.880

28.007

+33,3

Olanda

19.533

21.513

23.289

+19,2

Germania

18.607

19.603

21.235

+14,1

Irlanda

19.013

19.508

21.112

+11,0

Finlandia

17.394

18.372

19.890

+14,3

Francia

18.382

18.216

19.731

+7,3

Belgio

18.292

18.242

19.729

+7,9

Danimarca

16.848

17.295

18.735

+11,2

Spagna

15.771

16.085

17.412

+10,4

Grecia

12.434

15.440

16.720

+34,5

Italia

15.597

15.009

16.242

+4,1

Portogallo

8.634

12.142

13.136

+52,1

giovedì 15 marzo 2007

Dubbio amletico..

Mi soffermo un attimo a riflettere..
Provo ad immedesimarmi in un Governo. Spulcio le statistiche e trovo che il tasso di laureati in Italia è veramente sotto la media europea. Cosa faccio? Forse è abbastanza normale che le istituzioni dicano: "Mancano i laureati, specie quelli tecnici". Perchè poi l'Italia dovrebbe essere competitiva se non ha un tasso di scolarizzazione simile agli altri paesi europei?
E' qui, secondo me, il bug fondamentale.
Nessun governante di nessun paese europeo si sognerebbe di dire ai propri giovani: "Non serve che vi laureiate".
Ed è per questo che anche in Italia nessuno lo dirà mai. Giustamente. Infatti il problema non è la laurea, ma l'applicazione della laurea.
Non credo che negli altri paesi i laureati si lamentino dei loro trattamenti economici e dei loro impieghi. In Italia invece si. E' proprio qui l'anomalia che ci differenzia. A questo punto ci sono due possibilità:
  1. Gli italiani sono geneticamente predisposti a lamentarsi dei propri lauti stipendi
  2. Quello che differenzia è il trattamento riservato dalle aziende ai laureati, alla scarsa considerazione per la vera ricerca, il fatto che l'Italia si basa sulla piccola media impresa che ha bisogno di tuttofare e non di veri specialisti.

Sulla base del secondo punto un governo o parlamento che sia, dovrebbe spingere a un radicale cambiamento della filosofia mentale delle aziende, che in Italia si sanno lamentare solo delle tasse e richiedono maggior flessibilità.

Quando si chiederà alle aziende italiane di dare un pò soddisfazione ai propri dipendenti laureati?Quando un laureato italiano si potrà sentire felice del proprio mestiere senza per forza dover espatriare o lasciare la sua famiglia? (tra parentesi..e poi si parla di favorire la famiglia..e si assitono a questi nuclei di persone che non hanno quasi il tempo neppure di dormire assieme)..

Certamente ci saranno isole felici, ne sono certo, ma se stiamo a scrivere e a leggere questi blog e se non li leggiamo dai colleghi finlandesi, inglesi o tedeschi, ci sarà pure un motivo..